Apparecchi acustici e cellulari – amici o nemici?

In questo articolo vogliamo parlare di apparecchi acustici e cellulari perché sono un binomio sempre più in voga, perciò è arrivato il momento di fare qualche riflessione.

L'audioprotesista si trova sempre a sentire frasi come  “io non ho grandi esigenze. Mi servono degli apparecchi acustici giusto per sentire meglio le parole, la tv, il cellulare…”

Una frase così semplice e genuina denota il fatto che le persone non hanno idea di cosa bisogni fare per sentire meglio le parole, per non parlare della tv o del cellulare.

Non è questo l’argomento principale dell’articolo ma è importante seguire il ragionamento

Partiamo da alcune considerazioni molto importanti:

  • Gli apparecchi acustici nascono con lo scopo di migliorare il più possibile il rapporto Voce/Rumore. La maggior parte delle tecnologie si concentra quindi sulla voce umana (e non su quella della televisione o dei cellulari che viene riprodotta ed ha uno spettro frequenziale differente)
  • Non esistono apparecchi acustici che eliminino il rumore. Cercano di “attenuarlo” favorendo la voce (sfruttano la tecnologia dei microfoni direzionali)
  • Gli apparecchi acustici non possono essere paragonati ad un occhiale. Non basta “comprarli” per sentire bene. Bisogna seguire un vero e proprio percorso riabilitativo in modo da farti abituare pian piano a tutti i nuovi suoni. Devi ritornare a sentirli e a riconoscerli senza fastidi annessi
  • Per capire più parole non devi sentire meno rumori. E’ normale che se sei in un contesto rumoroso e non capisci quel che dicono ti viene voglia di allontanarti e parlare magari dove parlano piano. Questo però nel medio-lungo periodo non aiuta. Il vero lavoro da fare è farti abituare, piano piano, a tutti quei suoni che fanno parte del panorama sonoro esattamente come li sente una persona normo-udente. Il giorno in cui riuscirai a stare in un ambiente rumoroso senza alcuna difficoltà allora riuscirai anche a capire più parole. E’ ovvio poi che ogni persona ha dei limiti insormontabili, però il concetto generale è questo.

Da queste semplici considerazioni si può capire che non è così facile e scontato prendere due apparecchi per capire di più, bisogna conoscere inoltre il quadro clinico della persona, bisogna capire quali sono le esigenze, le motivazioni, lo stile di vita per esempio.

E tutto questo va fatto per migliorare la comprensione delle parole, che è esattamente il motivo per cui sono nati gli apparecchi acustici.

Se capire le parole richiede un grande sforzo, sentire e capire le parole al cellulare è ancora più difficile. Apparecchi acustici e cellulari sono spesso un binomio difficile!

Perché tecnicamente parlare al cellulare con un apparecchio acustico è un’esperienza da incubo?

Perché gli apparecchi non nascono con questo obiettivo. In pratica:

  • Se hai un apparecchio acustico esterno non puoi tenere il cellulare sull’orecchio come hai sempre fatto. Questo perché lì c’è una specie di “tappo”. All’ingresso dell’orecchio c’è la chiocciola (o gommino) che limitano l’ingresso dei suoni. Negli apparecchi esterni infatti i microfoni (che hanno il ruolo di captare la voce) si trovano sopra l’orecchio. Ciò significa che devi tenere il cellulare in una posizione anormale. Inizialmente è molto difficile trovare la posizione giusta e c’è il rischio frequente che si inneschi il famoso “fischio” tipico di quando si va ad occludere l’apparecchio. Per capirci, come quando il cantante si avvicina con il microfono all’altoparlante! In questo caso apparecchi acustici e cellulari non trovano una grande sintonia.
  • Se hai un apparecchio acustico interno puoi tenere il cellulare nella sua posizione naturale ma ricordati di tenerlo sempre distaccato per evitare il fischio.

Queste considerazioni valgono per tutti gli apparecchi classici/semplici o per tutte quelle situazioni in cui la persona ha difficoltà ad usare tecnologie più evolute.

Tra apparecchi acustici e cellulari esistono dei modi per risolvere il problema?

Si, certo! Le soluzioni possibili sono queste:

  1. ci si accontenta (lo fanno in tanti, soprattutto le generazioni un po’ più in là con gli anni)
  2. si scelgono apparecchi più evoluti dotati di programmi che riescono a gestire egregiamente la conversazione al cellulare. Nella pratica, quando devi fare una telefonata premi un pulsantino e istantaneamente il tuo apparecchio si concentra sulle frequenze utili per la conversazione telefonica, eliminando i fischi. Ricordati una volta finita la telefonata di premere nuovamente il pulsante. Questo metodo è poco usato (spesso per pigrizia), ma ha permesso di risolvere tante situazioni difficili. L’unica nota negativa è che ad oggi questi programmi funzionano molto bene negli apparecchi più evoluti
  3. Si scelgono apparecchi recenti aventi la tecnologia wireless. Praticamente tutti gli apparecchi recenti (dal 2016-2017 in poi) sono wireless. Riescono quindi a comunicare con i cellulari più evoluti, i cosiddetti smartphone. Ciò significa che quando ti chiamano al cellulare la telefonata passa direttamente sugli apparecchi. E’ in assoluto il modo migliore di sentire al giorno d’oggi. Persone con situazioni difficilissime oggi riescono a comunicare solamente grazie a questa tecnologia. Lo consiglio a quelle persone un po’ più “evolute” tecnologicamente. Bisogna saper gestire uno smartphone, almeno le funzioni base.

Apparecchi acustici e cellulari – chiedi al tuo audioprotesista!

Con un po’ di informazione, consapevolezza e spiegando bene le tue esigenze al tuo audioprotesista oggi puoi ottenere risultati incredibili. Fino a qualche anno fa si era costretti ad accontentarsi!

C’è solo una cosa cui devi stare attento: un bravo audioprotesista ti farà mille domande PRIMA di scegliere l’apparecchio acustico proprio per trovare quella tecnologia che sia in grado di soddisfare tutte le tue esigenze.

Se l’audioprotesista considera solo e solamente la tua perdita di udito, ahimè, avremo un bel po’ di problemi. Ti accorgerai solo strada facendo di aver intrapreso una strada che non ha le possibilità di soddisfare alcune tue esigenze specifiche. Se il professionista non ti chiede queste cose e tu comunque vuoi esser seguito da lui, allora ponigli TU queste domande e assicurati che sia in grado di darti delle risposte esaustive.

 

 

 

Fonte: Pontoni udito & tecnologia

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